i diritti dei figli
Yayi Bayam Diouf è una donna del Senegal, una madre. Quando suo figlio ha deciso di imbarcarsi da clandestino per le Canarie insieme ad altri amici del villaggio lei gli ha negato l’autorizzazione. Di nuovo le ha chiesto madre voglio partire, di nuovo lei ha detto no. Poi lui ha preso ad assillarla con quella sua richiesta cercando di convincerla che era l’unico futuro che aveva che doveva lasciarlo partire se voleva il suo bene, e con quel fare bene delle madri che non sanno alla fine dire di no ai propri figli Yayi infine ha accordato il suo permesso.
Per questo quando lui è annegato insieme ad altre centinaia di corpi in un oceano a largo di qualche stato lei non se l’è perdonato.
Ha resistito al dolore e ha deciso che non doveva essere invano. Ha raccolto le altre madri del villaggio e insieme a loro ha preso a pattugliare le spiagge per dissuadere chi voleva imbarcarsi, per convincerli a restare a non rischiare. Ha messo insieme 345 donne che autotassandosi con un microcredito hanno creato piccole attività lavorative nel villaggio per dare ai loro ragazzi un futuro senza rischiare di morire.
La ricerca di lavoro per alcuni è ancora oggi addirittura causa di morte. Ricordiamocelo quando togliamo a chi ha rischiato la vita i diritti di ogni altro lavoratore.
silvia ferreri on novembre 30th 2009 in discriminazioni, figli, riflessioni