Archive for dicembre, 2009

il mio mestiere

“Così è il mio mestiere. Denaro, vedete, non ne frutta molto, e anzi sempre bisogna fare contemporaneamente anche un altro mestiere per vivere. Pure a volte ne frutta un poco: e avere denaro per virtù sua è una cosa molto dolce, come ricevere denaro  e doni dalle mani dell’essere amato.

Così è il mio mestiere.”

“Le piccole virtù” di Natalia Ginzburg è una raccolta di perle, oggi forse sarebbe un blog, un profondo preziosissimo blog.

Viene da qui “Il mio mestiere” di cui ho riportato un brano. Sono anni che periodicamente lo rileggo, ci ritorno, lo recito a volte tra me e me. Lo conosco quasi a memoria e ancora mi emoziona quando delle volte me lo ripasso nella mente. Il lavoro, il mestiere, quello che si sceglie: è da tempo al centro delle mie riflessioni. E’ stata una decisione che ho preso giovanissima. Non un lavoro qualunque, ma il mio mestiere.

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silvia ferreri on dicembre 26th 2009 in lavoro femminile, riflessioni

i sogni e la fiducia

Il 9 di dicembre sono stata invitata a parlare di lavoratrici scoraggiate in un seminario a Nuoro in Sardegna. L’incontro, organizzato da una delle consigliere di parità più attive ed energiche del territorio italiano Laura Lampis,  si teneva nell’aula magna di  una scuola superiore.

Il pubblico era in gran parte formato da giovani donne in quell’età meravigliosa che esce dall’adolescenza e porta all’età adulta. L’età che più di ogni altra coincide con il coraggio con l’energia con quella sensazione di potere assoluto di avere il mondo in mano e una vita infinita davanti.

Gli ho raccontato di quando qualche anno fa fui invitata a parlare in un contesto simile davanti ad alcuni studenti a Roma. Insieme a me c’erano una giovane scrittrice già nota e un giovane regista. Uno studente chiese a che età secondo noi, si dovevano lasciare le speranze di poter fare il lavoro scelto, fino a che età insomma era consentito sognare?

Un età, un limite, chi la può indicare? A trent’anni? A quaranta? E’ uguale per gli uomini e per le donne oppure cambia come la pensione? I miei affermati colleghi mi accusarono di dare false speranze ai ragazzi affermando che se a un certo punto uno non ce l’aveva fatta sarebbe stato meglio cambiare direzione. Ma chi lo decide replicai io? Chi lo può sapere? Come considerare le mille variabili nella vita di una persona che la possono aiutare o impedire nella realizzazione del suo sogno, del suo mestiere?

Questo ho voluto dire a quelle giovani donne che mi ascoltavano: non smettere di cercare la propria strada è già una vittoria.

Perché per una volta scoraggiate non significa senza coraggio ma senza fiducia.

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silvia ferreri on dicembre 15th 2009 in lavoro femminile

stanziamenti per ‘donne e lavoro’: ancora?

Ciclicamente circolano notizie che si ripetono, tornano alla ribalta poi scompaiono.
Quella che di seguito riporto è stata pubblicata il 1 dicembre 2009.
Non è possibile ora valutarne l’effettivo impatto, la concretezza o meno di questo ‘piano d’azione per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro’. L’approccio fa rabbridire, almeno dal punto di vista concettuale.
E leggendo termini come ‘ piano d’azione’, ‘inclusione’ , ‘donne’ e ‘mercato del lavoro’ mi spuntano domande probabilmente scontate, probabilmente inutili come: ancora? Siamo davvero – ancora – a questo punto? Che per tentare agevolazioni lavorative alle donne in Italia si debba ricorrere a stanziamenti con annesse pianificazioni per agevolare il ritorno delle donne madri sul posto di lavoro, per aiutarle nella cura dei figli senza dover rinunciare alla professione.

Probabilmente la differenza dipenderĂ  dal tempo. E i fatti.
Probabilmente non ci sarĂ  differenza evidente da ieri a domani.

Fonte: Italiainformazione.com .

Il governo ha stanziato 40 milioni per un Piano d’azione per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro: lo ha annunciato il ministro per le Pari opportunitĂ , Mara Carfagna, che insieme al collega del Welfare Maurizio Sacconi ha presentato oggi a Palazzo Chigi gli interventi. Dieci milioni, ha spiegato il ministro Carfagna, saranno destinati a “incentivare i nidi familiari attraverso l’esperienza delle Tagesmutter (mamme di giorno)”, ossia donne che ospitano a pagamento i bambini in casa loro; un’esperienza giĂ  avviata con successo in alcune regioni del nord, ha precisato. Altri 4 milioni serviranno a realizzare “elenchi regionali di badanti e baby sitter, italiane e straniere, appositamente formate”. Ancora, 12 milioni saranno utilizzati per finanziare voucher che serviranno per l’acquisto di servizi di cura, 6 milioni per sostenere cooperative sociali che si occupano di donne in contesti svantaggiati, 4 milioni per favorire il telelavoro femminile e altri 4 per la formazione delle lavoratrici che hanno usufruito di congedi parentali o che comunque sono state lontane dal lavoro per un lungo periodo, per aiutarle nel reinserimento nel mercato del lavoro.

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barbara gozzi on dicembre 6th 2009 in lavoro femminile, riflessioni

25 novembre, donne ma poi?

Il 25 novembre è stato scelto dall’Onu per la ‘Giornata mondiale contro la violenza sulle donne’.

Molto ci sarebbe da dire, argomentare, ragionare, recuperare, analizzare, scavare.
Molto è già stato detto, argomentato, ragionato, recuperato, analizzato, scavato.

La mia unica interrogazione è: DOVE STIAMO ANDANDO? COSA AGGIUNGE O TOGLIE IL 25 NOVEMBRE ALLE DONNE ITALIANE? E AGLI UOMINI?

Ho un rimbombo in testa da un pò, su oggi come giornata ‘nominata’ dunque allocata e contestualizzata con una precisione che altre giornate non hanno. Ho un fastidio addosso che probabilmente è solo mio, dipende dall’angolo di visuale, dalla deformazione. Probabilmente.

In quest’Italia.  In questa realtĂ  sociale, politica, religiosa, morale, etica, individuale. In questa amalgama in cui viviamo noi tutti (ognuno entro generi, sessi, pelli, credi, mestieri, (dis)affezioni, cadute, fatiche…), in questi corpi, in questo status che è anche concreto, pratico, materiale: CHE GIORNO E’ QUESTO 25 NOVEMBRE?

In un tempo come quello attuale, dove i mestieri sono in difficoltĂ , i contratti di lavoro si fanno sempre piĂą incerti, friabili; le tutele diventano ‘opinioni’ e le attivitĂ  ormai senza pregiudizi di grandezza, si appoggiano alla ‘cassa integrazione’, chiedono dilazioni nei saldi e nelle scadenza, ritardano pagamenti. In tutto questo le donne incontrano barriere che ancora si tarda a riconoscere.

Le violenze, in realtĂ , ci sono anche sul lavoro.
E se ne dovrebbe discutere di piĂą.
Di donne. Violenze. E lavoro.

——
Eventualmente, per le divulgazioni massmediatiche sul 25 novembre:
Google news.

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barbara gozzi on dicembre 6th 2009 in lavoro femminile, riflessioni

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