gravidanza a parigi

Sono arrivata a Parigi ieri. Questa mattina, la prima cosa che ho fatto è stato vestire Michelangelo e uscire per andare a trovare Madame Carricaburu.

Madame Carricaburu è una puericultrice, la mia puericultrice. Durante tutta la mia gravidanza che è trascorsa a Parigi è stata colei che si è presa cura di me e del mio nuovo stato.

Il numero me lo avevano dato in Comune, insieme a una serie di altri servizi per donne e bambini di cui la Mairie si occupa. Lì funziona così, sono incinta, vado in Comune ed esco dall’ufficio informazioni con un pacchetto di depliant stile MoaCasa.

Avevo lasciato un messaggio sulla segreteria e appena due ore dopo mi aveva richiamato. Bonjour, bonjour, je suis madame Carricaburu (cacchio esiste davvero) una voce seria ma dolce dolce dall’altra parte (emozione). Mi dica di cosa ha bisogno, sono incinta, è la prima gravidanza e come sente sono straniera dunque non solo non so un accidenti di gravidanze ma non so nemmeno un accidenti sul sevizio sanitario francese. Bene vengo da lei nel pomeriggio, mi dice.

Pausa.

Mais je ne suis pas malade, non sono malata dico io. La gravidanza va bene, posso uscire. Lei allora aveva riso. E’ un suo diritto, non deve essere malata per usufruirne. A che ora preferisce che passi?

Alla fine non avevo accettato. Avevo deciso di andare io al suo ufficio. Farle perdere anche il tempo per una visita domiciliare mi sembrava troppo. Ero già abbastanza stupita/grata (nell’ordine) che il numero fosse attivo e funzionante, che dall’altra parte ci fosse una persona e non un’ impiegata/segreteria telefonica, che mi avesse richiamata nel giro di pochissimo tempo.

Il suo ufficio si trova a Boulevard Raspail a cento metri da casa mia in Rue St Placide. E’ bella Madame Carricaburu come una damina dell’ottocento, minuta e con un visino un po’ a punta. La sua voce rispecchia la prima impressiona telefonica, serietà e dolcezza. E mi spiega tutto, tutto, tutto quello che c’è da sapere quando sei incinta e nessuno te lo ha spiegato prima. Diciamo dal passo successivo ai fiori e le api. Mi chiede se ho un ospedale, le dico di sì, che sono stata presa in carico da un grande ospedale della zona, molto buono dice lei, ma io non mi ci trovo affatto bene perché è una grande struttura dove il personale è sbrigativo per via della grande affluenza e io non mi sento del tutto a mio agio sia per via della lingua che dell’inesperienza a livello gravidico diciamo.

E’ subito pratica Madame Carricaburu, pensa, cerca numeri, fa un paio di telefonate e infine mi dice che c’è un altro ospedale, piccolo e accogliente, una struttura antica nelle mura ma modernissima nella medicina. Proviamo lì, mi dice decisa. Chiama, spiega la tua situazione, dì che hai parlato con me, intanto chiamo anch’io per preavvisarli. Dopo pochi giorni vengo presa in carico dal nuovo ospedale che seguirà tutta la mia gravidanza: Notre Dame de bon Secours. Chiamo felice la mia Carricaburu per dirglielo.

Inizia la mia gravidanza parigina.

Vado da lei piuttosto di frequente, anche senza necessità vera, anche senza niente da chiederle. Ci vado perché mi fa stare bene, perché mi mette tranquillità, mi fa sentire che ogni cosa è sotto controllo. Parliamo di tutto io la mia Carricaburu, le racconto la mia preoccupazione, le mie ansie. Le dico ho paura che quando sarà il momento il mio francese mi tradira’: non ti preoccupare, tutto quello che ti serve lo suggerirà l’istinto e  tutt’al più  souffle, pousse e respire andranno benissimo.

E’ paziente Madame Carricaburu, ascolta il mio francese zoppicante ed emozionato. Per tutto ha una risposta per ogni cosa un consiglio. Controlla la lista dalla maternità: depenna il trenta per cento delle cose richieste in ospedale, mi dice quello che realmente serve, dove comprarlo, dove si spende meno, le taglie delle tutine, lascia perdere la taille naissance potresti non usarla mai, passa direttamente al primo mese. Parliamo dell’allattamento, la mia paura di non farcela, il sentirmi anche in quello inadeguata. Mi dà consigli e soprattutto ascolta, ma poi torna alla sua praticità, tira fuori il campioncino di una crema e mi dice se usi questa dal primo all’ultimo giorno ce la farai senza problemi.

Mi fermo a osservarla sulla porta, prima di andare via, con la donna successiva, una signora di colore, pancione grande davanti e bimbo piccolo dallo sguardo basso per mano.

Si occupa del piccolo per prima cosa, lo fa sedere su una sediolina blu e viola e gli porge grandi fogli con colori a volontà. Poi accoglie la mamma che finalmente tira un sospiro e allora mi chiudo la porta alle spalle.

E’ una piccola grande donna Madame Carricaburu, che uno stato attento e civile ha incaricato per suo tramite di dare accoglienza e aiuto alle donne in uno dei periodi più difficili ed emotivamente faticosi della loro vita.

Diciamo che è almeno una delle ragioni per cui in Francia si fanno più figli che in Italia, la mia Carricaburu.

30 Commenti »

silvia ferreri il gennaio 15th 2010 in figli, francia, gravidanza

30 Risposte to “gravidanza a parigi”

  1. marilde responded on 15 gen 2010 at 8:32 pm #

    Io non so se esiste qualche luogo in Italia di cui si possa raccontare una storia simile. Se esistesse mi piacerebbe saperlo. Leggendo il tuo post pensavo che mi sembrava di ascoltare una fiaba.

  2. Annamaria responded on 17 gen 2010 at 7:47 am #

    Sembra davvero una favola…Ciao

  3. silvia responded on 17 gen 2010 at 5:33 pm #

    brava silvia,
    queste testimonianze sono importanti…. anche solo sapere che esiste una dimensione simile mi rallegra…
    un forte abbraccio

  4. Denise responded on 18 gen 2010 at 12:32 am #

    Ti inviterei a leggere una cosa che ho scritto. Poi, vorrei mandarti un’email ma non ho outlook e non visualizzo il tuo indirizzo.
    Denise

  5. Denise responded on 18 gen 2010 at 12:33 am #

  6. cinzia responded on 19 gen 2010 at 1:50 pm #

    Ho amici che vivono in Francia e so bene che almeno là le cose vanno molto meglio relativamente alla maternità in generale.
    Devo dire con assoluta onestà che cinque anni fa, quando ero incinta, ho partecipato a gruppi organizzati dal Consultorio ASL (nella mia città…italiana) dove ostetriche e operatrici sociosanitarie gestivano le donne incinte con tutte le loro sfaccettature (positive e negative) e le neo mamme nel primo anno di vita del pupo/a.
    Mi sono trovata bene ed ho portato anche mio marito ai gruppi di coppie in attesa.
    Nessun servizio pubblico mi aveva informato dell’attività del consultorio ASL ma solo il tamtam di alcune amiche sensibili. Ai medici non interessa il lato emotivo della gravidanza!
    So che nel 2006 o forse nel 2007 molti di questi consultori avrebbero variato assetto e gestione: più medici e meno ostetriche. Il tutto portando nuovamente la gravidanza su un piano medico piuttosto che su un piano emozionale.
    Non so s esistono ancora questi consultori ASL ma spero proprio di si. Un appuntamento settimanale in cui potevo aprire il mio cuore e parlare di tutto: aspetti belli ed aspetti ombrosi della gravidanza e del primo anno di vita di mio figlio; potevo confrontarmi apertamente con altre mamme che non si vergognavano delle loro paure.
    Sicuramente l’esperienza di Silvia in Francia è qualcosa di ancora più avvolgente: di fronte a Madame Carricaburu chiunque si sentirebbe a suo agio, capita ed improvvisamente organizzata sul da farsi…come dice Marilde: FANTASCIENZA.
    A proposito di Marilde: consiglio vivamente a tutte le mamme ed a tutte le donne il libro LA SOLITUDINE DELLE MADRI. Il titolo, come ha commentato una mia amica, è un po’ inquietante ma già dalla prima pagina hai la sensazione di seguire il filo del discorso che senti dentro di te da quando sei rimasta incinta. Tutto il “non detto” sulla maternità è li tra quelle pagine e non fa paura! Svaniscono i sensi di colpa di quando hai visto l’espressione scandalizzata della collega alla quale, erroneamente, hai confessato che sei molto stanca….svanisce l’incredulità di quando hai detto a tua madre che aspetti un bambino ed hai intravisto nei suoi occhi un lampo di gelosia…
    Piccole grandi cose che possono capitare e ferire perchè ci si crede sole in quelle esperienze. Ma il libro mostra che non si è sole e che certi turbamenti sono vissuti da molte altre donne.
    Complimenti a Marilde Trinchero!

  7. la meringa responded on 19 gen 2010 at 11:11 pm #

    Ciao, conosco bene la realtà di cui parli perché ho vissuto 6 anni a Parigi e tra l’altro ho fatto un D.E.A. proprio a due passi da dove abiti tu. A Bld. Raspail fino a qualche tempo fa c’era l’EHESS. Io ho rischiato di morire in Francia per una piastrinopenia che all’ospedale hanno subito identificato e curato nel migliore complesso parigino per queste malattie. Diciamo che devo loro la vita. La Francia è un paese dove conta ancora la realizzazione dell’individuo: studente, lavoratore uomo o donna che sia. Noi siamo lontani anni luce da questi discorsi…In bocca al lupo per tutto, io di figlie ne ho due, fatte in Italia, ma dai nonostante tutto sono venute bene lo stesso! ;-)
    Annachiara

  8. silvia ferreri responded on 19 gen 2010 at 11:58 pm #

    Beh anche il mio bimbo alla fine è nato a Roma, perchè mio marito doveva lavorare qui e siamo ritornati alla 38 settimana! E’ andata bene sì ma soprattutto grazie a una cara amica ostetrica che mi ha assistito.

  9. serena responded on 20 gen 2010 at 12:24 pm #

    Il tuo racconto è bellissimo, commuovente. Sarebbe bello poter assicurare ad ogni donna che si trova ad affrontare soprattutto la prima gravidanza, un’assistenza del genere. Io, ho un bimbo di 5 mesi,sono stata fortunata perchè all’inizio della gravidanza ho consciuto un’ostetrica che mi ha seguito e che mi ha fatto partorire nell’ospedale dove lavora. Mi ha vistita solo alla 40esima settimana; prima abbiamo sempre parlato, si è creato un rapporto di fiduca e di scambio che mi ha permesso di chiarire ogni dubbio, di chiederle tutte quelle cose che, di fronte ad un ginecologo frettoloso e in ritardo sulla lista delgli appuntamenti, non ti senti di chiedere. Sarebbe auspicabile che queste informazioni potessero raggiungere più donne possibili, in modo che tutte possano essere più consapevoli delle loro possibilità e abbiano più fiducia nelle loro capaticà.
    Serena

  10. Marta responded on 31 gen 2010 at 1:25 pm #

    Ciao,
    ho letto della tua esperienza francese e ti voglio raccontare della mia scozzese.

    Io sono italiana ma per motivi di lavoro di mio marito da 2 anni vivo in Scozia. Quando ho scoperto di essere incinta mi sono recata con mio marito nella clinica presso la quale siamo registrati, qui mi è stata assegnata una “midwife” ovvero un’ostetrica, che mi avrebbe seguito per tutta la gravidanza.

    La midwife non solo controlla che tutto proceda per il meglio, ma soprattutto ti ascolta, ascolta i tuoi dubbi e le tue paure e cerca di consigliarti. Al nostro primo incontro mi ha riempito di volantini e libretti in cui mi veniva spiegato tutto: da quello che fisicamente mi sarebbe successo nei mesi successivi, a come rapportarmi con il sistema sanitario scozzese e a come loro si sarebbero presi cura di me. La mia midwife era molto rassicurante e mi ripeteva in continuazione di non aver paura e di fidarmi del mio istinto poiché ero “naturalmente programmata” per avere un bimbo. Mi diceva spesso poi che lei era lì per risolvere i problemi affinché io vivessi serenamente questa esperienza.

    Quando si sono resi necessari degli esami si è occupata lei di prenotarmi le visite e di contattare l’ospedale (mia sorella è in Italia e aspetta ora il suo primo figlio e si trova a fare code di ore all’ASL per prenotare le ecografie perdendo ore di lavoro oltre alla stanchezza fisica che questo le provoca) e se avessi voluto al momento del parto sarebbe potuta venire a casa mia per farmi partorire in casa.
    Dopo la nascita della mia bimba per i primi 10 giorni è venuta a casa mia ogni due giorni per verificare lo stato di salute di mia figlia ma soprattutto il mio consigliando a mio marito di starmi vicina per il delicato momento che stavo vivendo.

    Passati i 10 giorni è stata sostituita da un health visitor (un’altra donna molto gentile, in pratica un’infermiera con specializzazione in pediatria) che con cadenza settimanale sarebbe venuta a casa mia per controllare me e la piccola fino a quando io non me la sarei sentita di andare in clinica e che mi accompagnerà nel percorso di crescita della mia bimba fino a quando avrà 5 anni.

    Devo dire che questo sistema basato sulla presenza di una midwife durante la gravidanza e un health visitor poi mi è stato e mi è di grandissimo aiuto soprattutto alla luce del fatto che io e mio marito siamo quassù completamente da soli senza poter contare sull’aiuto delle nostre famiglie.

  11. silvia ferreri responded on 31 gen 2010 at 7:06 pm #

    Cara Marta la tua esperienza è bellissima, e hai fatto bene a raccontarla. Mi hai fatto venire in mente una cosa che mi piacerebbe: che le lettrici italiane che vivono all’estero raccontassero la loro esperienza di gravidanze fuori dall’Italia. Finalmente potremo fare un confronto vero. Grazie mille!

  12. Tamara responded on 03 feb 2010 at 4:36 pm #

    Che bello! Anche io ho avuto una esperienza simile alla tua e a quella di Marta, a Oslo, in Norvegia. Credetemi, alla fine, quando sono uscita dall’ospedale con la mia bambina e il resto della mia famiglia (marito e un altro bimbo) con i quali ho soggiornato in una bella stanza di ospedale tutta per noi, non avevo parole per ringraziare la mia ostetrica, tanto da commuovermi e scoppiare in un pianto di gioia. L’altro mio figlio è nato in Italia ma, seppur sia stato un bellissimo parto, non è stata la stessa cosa. E’ bello sentire questi racconti.

  13. Alessandra responded on 28 apr 2010 at 7:18 pm #

    Cara Silvia.
    Arrivo per caso sul tuo sito, cercando qualche informazione sulla mia (appena appena scoperta!) prima gravidanza. A Parigi. Eh si, sono anche appena arrivata a Parigi, da circa 3 mesi, al seguito del mio compagno (francese). E ci prepariamo a “metter su famiglia”, come si dice a casa mia.
    Ho letto con tanto piacere il tuo post. Che dà serenità, informazioni e rassicura allo stesso tempo.
    Non abito neppure lontanissima dal Notre Dame de bon Secours. Io sono nel xv. E mi domandavo se posso scriverti una mail per un piccolo scambio di informazioni ed emozioni. Non ti rubero’ tempo, I promise.
    La mia email la vedi in chiaro, credo.
    Aspetto un tuo messaggio?
    Ancora grazie per quanto mi hai spiegato e mi hai “trasmesso”.
    Un saluto

  14. silvia ferreri responded on 28 apr 2010 at 10:35 pm #

    alessandra cara, sono contenta che queste informazioni ti siano state utili. puoi scrivere al mio indirizzo e mail se lo desideri silviaferreri@gmail.com oppure scrivere qui sul blog se ci sono domande che vuoi farmi che pensi possano essere utili anche ad altre donne. sempre che io sia in grado di risponderti:)
    cmq come preferisci tu. a presto. e benvenuta.

  15. Alessandra responded on 29 apr 2010 at 3:54 pm #

    Cara Silvia, rieccomi.
    Stamane, armata di grande entusiasmo, vado alla Mairie del XV, il mio arrond. Entro, chiedo al bancone info. Spiegando la mia situazione. Ma non hanno saputo aiutarmi molto: mi hanno dato la guida dell’arrond e mi hanno detto di rivolgermi al mio ginecologo di fiducia. Che ovviamente per ora non ho.

    Nel tuo bel post leggevo che hai ricevuto una guida per donne e bimbi. Che credo spieghi come una donna incinta venga seguita qui, a chi rivolgersi etc. Sai dove la potrei trovare?

    I prossimi passi credo che saranno (e spero magari di poter essere utile ad altre donne che sono appena arrivate a Parigi):
    - andare in uno dei centri ospedalieri maternità e ginecologia d’accompagnement des femmes enceintes, seguendo il link qui http://www.paris.fr/portail/Solidarites/Portal.lut?page_id=6188&document_type_id=5&document_id=19725&portlet_id=13942
    Qui dovrebbero seguirmi, guidarmi e suggerirmi un ginecologo e una sage-femme, ovvero quella figura femminile che dovrebbe accompagnare al parto, come hai raccontatu tu cosi bene
    - dovrebbero quindi fornirmi di un « Un carnet de maternité », un libretto con tutta la storia della maternita, gli esami e i dettagli

    Ecco io per ora sono ferma qui. Se vuoi ti/vi aggiornero’ sugli sviluppi del mio percorso.
    Ti posso chiedere invece dettagli circa l’ospedale che citavi, anche se per ora avrei deciso di partorire a Milano?

    Un caro saluto
    ale

  16. silvia ferreri responded on 03 mag 2010 at 11:37 pm #

    Alessandra cara, mi dispiace averci messo tanto (nella mail ti avevo anticipato che sarei stata fuori per qualche giorno). Dunque vediamo se posso aiutarti in qualche modo. Le guide come ti avevo detto, le avevo trovate tutte alla mairie, o alla Pmi. Io non avevo un ginecologo, me lo hanno assegnato in ospedale. Ecco una cosa importantissima che devi fare subito se non l’hai ancora fatta è cercare un ospedale. Per farlo devi aprire una posizione di maternità, cioè fare la declaration de grossesse, ovvero dichiarare al servizio sanitario francese (Assurance Maladie) che sei incinta e intendi portare avanti la tua gravidanza lì. Segui questo link che ti guida all’Assurance http://www.ameli.fr/assures/droits-et-demarches/par-situation-personnelle/vous-allez-avoir-un-enfant/vous-etes-enceinte-de-0-a-6-mois/la-declaration-de-grossesse.php
    Con questo documento che ti danno all’Assurance vai all’Ospedale che scegli e prendi un appuntamento per fare domanda di essere presa in carico. Come ti dicevo io sono andata a Notre Dame e se sei anche pertinente di zona è più facile che ti prendano. Ma fallo subito se non lo hai ancora fatto perchè il rischio è che non trovi un ospedale o che ne trovi uno che non ti piace.
    Notre Dame come ti dicevo secondo me è un ottimo ospedale perchè è piccolissimo ma molto moderno. Il fatto che sia piccolo permette un ottimo rapporto con le ostetriche e con il ginecologo. Le ostetriche in particolare sono dolcissime e molto preparate. Le stanze sono da due persone, ma pagando 110 euro a notte puoi avere la stanza da sola e una persona che dorme con te compresi anche il suo pernottamento e i suoi pasti (A Roma costa quasi il triplo). L’ Assurance ha degli sportelli apposta per gli stranieri. Non ti immaginare l’Asl perchè non è così. E’ un ufficio efficientissimo dove vai e in mezz’ora fai tutto. Il personale è gentile e abituato ad avere a che fare con stranieri. Il lasciapassare è la tessera sanitaria europea (quella italiana nuova su cui c’è anche il codice fiscale).
    Mi raccomando fai questa cosa prima di tutto e blocca un posto in ospedale. Si dice che le francesi prenotino il posto in ospedale ancora prima di concepire:)
    Appena hai fatto ti guido un pò negli esami e nel resto delle cose anche se vedrai che all’Assurance ti spiegheranno tutto benissimo quando vai a fare la declaration de grossesse. In caso tu abbia bisogno di aiuto, chiama pure Madame Carricaburu (trovi il numero sul web Pmi del 6,) dille che hai parlato con me e salutamela. Ti aiuterà in tutto. Fammi sapere.

  17. Alessandra responded on 04 mag 2010 at 9:37 am #

    Ma allora Madame Carricaburu esiste davvero!
    Lo dico sorridendo, perchè la immaginavo un po’ come la fatina buona, la vecchina con poteri taumaturgici che lenisce i dolori e calma le persone con una sola carezza. Mi domandavo se mai avrei potuto conscere una persona cosi’, invece delle rudi ginecologhe ed infermiere fin’ora conosciute a Milano. Ma temevo si trattasse di fantasia, di sogno. Invece esiste! E credo che, una volta avviata tutta la procedura che mi hai cosi chiaramente spiegato, la chiamero’. Per rubarle qualche attimo e farmi rassicurare un po’. Sono forte ma mi sento un po’ in una bolla al momento: non riesco ancora a realizzare che davvero aspetto un bimbo, e solo i primi controlli mi aiuteranno a dare un senso a questa mia pancina accennata. Inoltre, pare che nessuno che ho contattato fino ad ora sappia nulla delle procedure di grossesse. Nessuno, nemmeno la mamma parigina del mio compagno. Nemmeno la sciura all’accoeuil della Mairie. Nemmeno il web mi ha aiutato granchè fin’ora.
    Per cui grazie, anzi GRAZIE. Sei la PRIMA persona che mi sa tranquillizzare ed informare allo stesso tempo. La prima che ha indicato un percorso, non informazioni frammentate ed incerte.
    Per cui, ancora una volta per oggi, grazie.
    Oggi daro’ il via alla grande “ruota” che é questa gravidanza, e che il cielo me la mandi serena come vorrei.
    Sai, fino ad ora, in quanto donna italiana laureata, senza figli, indipendente e che lavora da sempre, il senso della difficoltà di essere madre in Italia (ma anche in Francia non é una passeggiata eh!) mi sfuggiva completamente. Si’ avevo discusso con vari imprenditori amici di famiglia, difendendo a spada tratta il diritto alla maternità che loro mi definivano seccamente “un costo”. Si, avevo analizzato la questione “mesi di congedo prima e dopo il parto”, rendendomi conto che forse per me piazzare un mini bimbo al nido a soli 3 o 4 mesi sarebbe stato un delitto, ma “eh il lavoro lo esige”. Oggi mi accorgo di quanto possa essere sfiancante essere donna oggi. Le donne francesi che vedo per strada, le poche che hanno il tempo di andare a prendere i bimbi al nido verso le 6 di sera, che viaggiano a piedi con passeggini spinti su strade in salita con 2 o piu’ spesso 3 bimbi – distanti non piu di 1 anno l’uno dall’altro – e devono ancora andare a casa, posare la borsa da lavoro preparare le pappe i bagnetti le carezze fare pipi se ci riescono tenere la casa pulita preparare una specie di cena per il marito fare ordine dei giochi dei bimbi metterli a letto svenire sul divano e dormire qualche ora tra una poppata e l’altra pronte per iniziare un nuovo giorno di lavoro dalle 9 alle 5.30 – ecco, trovo che vivano in condizioni quasi disumane. Le vedo secche, stanche, consumate anche se molto giovani. Qui partoriscono presto, ma al ritmo di 1.2.3. e un 84% di donne che lavorano, si “seccano” altrettanto presto. E viviamo nel paese delle gravidanze POSSIBILI! In Italia non sarebbe possibile per tante. Senza seccarsi definitivamente, dovendo poi abdicare al ruolo per cui tutto é stato fatto: ESSERE MADRI. Nel senso piu’ vero del termine. Non “partorire altri essere umani”, ma ESSERE MADRI. Che é tutta un’altra cosa.
    Scusa la digressione, ma é chiaro che in questi giorni mi sto facendo un sacco di domande. So di essere in una situazione super privilegiata e molto inusuale. So di potermi permettere un riposo che altre si sognano. So tutto. Ma se non fosse cosi’? Resisterei? E come? A che prezzo, soprattutto…
    Ecco, é solo un piccolo sfogo circa le mie paure.
    Grazie per queste notizie. Se a te fa piacere, e se fosse utile ad altre donne italiane a Parigi – confuse come lo ero io – potro’ dare dettagli sul suivi de grossesse che avro’.
    Per ora un abbraccio.

  18. silvia ferreri responded on 05 mag 2010 at 11:52 am #

    Alessandra, la mia gravidanza a Parigi, è stata difficile. Io non avevo un compagno francese (mio marito è italiano) qualunque cosa ho fatto l’ho dovuta scoprire da sola e con lui. E’ stato pesante e difficile, soprattutto perchè in quel momento vorresti solo metterti giù a riposare, a pensare a farti accarezzare, non risolvere problemi pratici e correre da un ufficio all’altro. Per cui fa conto che lo faccio per me, aiutare te è come tornare indietro e pensare che qualcuno lo abbia fatto con me. Iscriviti all’assurance e trova l’ospedale dopo tutto sarà in discesa, ti guideranno loro e tu non farai altro che farti fare i controlli e gli esami necessari.
    Ps Il mio ginecologo a Notre Dame è stato super scrupoloso, mi ha mandato a fare anche un esame dall’oculista (perchè avevo operato la miopia) e seppur fossi ancora magra del diabete.
    Ps2 Lo sai che in Francia sono gratuiti come in Italia tutti gli esami obbligatori, ma la particolarità è che dal sesto mese in poi è gratuito tutto tutto tutto. Schiena a pezzi? Massaggi gratuiti. Denti che si sgretolano? Dentista gratuito. Vista che cala? Oculista gratuito. E preciso non la visita in ospedale spiccia e via, ma dal tuo specialista che tu scegli e che loro ti rimborsano. Comunque per questi dettagli avremo tempo e ti dirò. Per ora prenota l’Ospedale che se no rischi di finire in una mangiatoia:). E non ti preoccupare se non hai ancora deciso dove partorire, tu prenotalo, poi puoi lasciarlo in qualsiasi momento.

  19. Alessandra responded on 24 mag 2010 at 5:55 pm #

    Cara Silvia,

    scusa il ritardo nel risponderti ma i salti ad ostacoli burocratici (e un po’ di sconforto) hanno colpito anche me. Esattamente come dici tu, il momento più bello, in cui ti meriteresti ed avresti solo voglia di riposarti e concentrarti sulla BELLEZZA del miracolo in cui stai entrando, é rovinata dalle paure e dalle incertezze. Dalle trafile, dalle lotte telefoniche e cartacee per avere riconosciuto quello che é diritto di tutte le future mamme. Anche io sto portando avanti questa faticosa procedura, sia in Francia che in italia, perché non ho assolutamente deciso dove partoriro’.
    Al momento ho una quasi copertura dalla Mutuelle del mio fidanzato, ma anche qui é tutto complicato essendo io Italiana nata a Stoccolma (sai quanto sono flessibili e di aperte vedute i francesi…). Poi non siamo sposati e la domanda la abbiamo fatta relativamente tardi rispetto alla mia incintitudine (sono di 8 settimane………).
    Pero ho gia una pre-iscrizione in una buona maternité e questo é gia un primo passo.
    Ho anche dovuto fare esami e visite ANTICIPANDO tutti i soldi, e 260 euro per degli esami del sangue NON mi pare poco. Lasciao stare viste ed ecografie. Non sono felice di dover sostenere tutte queste spese, non voglio vivere una gravidanza sul filo dell’euro!
    In Italia invece ho gia prenotato esami GRATUTI e visita+eco GRATUTI e ho appuntamento al Buzzi, ottima maternita e ottime politiche su parto e allattamento. Sai che se il sistema francese continuerà a pretendere tutti i pagamenti, mi vedro costretta a scegliere di rientrare in Italia per il resto degli esami+parto? Ma é mai possibile dover essere obbligata, quando un paese a suo dire democratico ed aperto a tutti dovrebbe proteggere il diritto alla maternità? Sono un po’ triste e lacrimosa (sarà colpa degli ormoni…) ma mi sento poco appoggiata, poco sostenuta, in lotta perenne quando avrei solo voglia di essere rassicurata e curata.
    Ma vedremo cosa dice la ginecologa domani, poi il resto lo affronteremo con calma.
    Tu come ti sei comportata a livello burocratico? Credo tu mi abbia gia accennato, ma se avevi un numero provvisorio avevi la copertura diretta o il rimborso? Per le visite ma anche per il parto come è andata a finire?
    E poi l’amniocentesi….! In Italia é garantita ad ogni partoriente sopra i 35 anni. In Francia solo alle oltre 37 anni con un rischio superiore a 1/250 secondo parametri che non ti so dire. Altrimenti è a pagamento e siamo su altri 1000 euro. Io di anni ne ho 39.
    Insomma sono perplessa ed amareggiata, oltre che esausta e non vedo l’ora di rientrare a Milano per 1 settimana di coccole materne e di sicurezza.
    Scusa lo sfogo e le mille domande…spero di sentirti presto!
    Ale

  20. Alessandra responded on 25 mag 2010 at 2:29 pm #

    Cara Silvia,

    torno ora dalla visita con la ginecologa.

    Purtroppo la visita ha evidenziato una sacca gestazionale vuota.
    Uovo chiaro.
    Il bimbo non c’è.
    L’ho saputo alcune ore fa e mi sono già presa il tempo per piangere e far passare il dolore. Anche se ad essere sincera lo avevo sognato 2 giorni fa questo uovo chiaro, e la mia mente era già sconvolta (vedi messaggio di ieri).
    Niente bimbo per ora. Al suo posto le pastiglie per provocare le contrazioni (ho preferito questa strada all’aspirazione, piu’ invasiva) e l’espulsione della sacca gestazionale.
    Ho fatto le prove generali di tutto: secu, ormoni, visite, sbalzi ormonali e ansie da puerpera.
    Spero di essere pronta, fra non molti mesi, alla prova vera e propria.
    Comunque rimango in contatto e non smettero’ di postare le mie impressioni da espatriata a Parigi e da speroprestissimoissimo futura mamma a Parigi.
    Un abbraccio

  21. silvia ferreri responded on 26 mag 2010 at 12:44 am #

    Alessandra cara, mi dispiace intanto per queste ore di silenzio da parte mia. In questo non sono una brava blogger, la mia vita privata mi ha divorato e mi divora e avrei voluto tanto più tempo per “stare” con te. Ma ora ci sono. Ora tarda e un pò di quiete. Mi dispiace per quello che è successo, mi dispiace tanto. Io non posso immaginare il dolore,e davvero su questo non vorrei dirti niente, perchè non ti conosco e nessuna mia parola t potrà essere utile. Saranno il tuo uomo, le tue amiche, tua mamma, nessuno come una mamma in questi momenti è indispensabile. Saranno loro ad abbracciarti e a consolarti, fintanto che piangerai. Io ti sono vicina come posso, e posso davvero poco.
    Però vorrei rinfrancarti un pò sul tuo post precedente, visto che la tua gravidanza è solo rimandata di un pò.
    Ti spiego, è vero che in Francia devi anticipare i costi degli esami e dei medici, ma ti viene rimborsato tutto fino all’ultimo euro e in pochissimo tempo sul tuo conto corrente. Anch’io all’inizio ho avuto la tua stessa reazione, identica, dicevo cavolo ma mi fanno pagare tutto, in realtà è vero, tutto ti viene rimborsato. E la differenza con l’Italia è questa: in Italia ad esempio per avere un’ecografia in convenzione la devi prenotare mesi prima, dunque se non le programmi tutte con anticipo finisce che le fai a pagamento. In Francia no, la puoi prenotare dove vuoi tu pochi giorni prima, anticipi e ti rimborsano. Inoltre dal 5 o 6 mese(non ricordo) in poi tutta l’assistenza medica è gratuita, come ti spiegavo, qualunque cosa tu faccia ti viene rimborsata. Anche dentista, oculista, massaggi, qualunque cosa, compresi alcuni esami del padre durante il primo mese di gravidanza e tutte le analisi delle prime settimane del bambino. Ti spiego non è poco e questo sistema funziona. Io non ho speso praticamente nulla per le analisi, ho pagato solo (una parte) del corso preparto in ospedale (tipo 7 euro a incontro), e 12 euro a incontro per il corso preparto in piscina con istruttrice e ostetrica. Avevo tutto pronto, ginecologo, ospedale, maternità, persino il corredino invernale (che Marzo a Parigi è freddo), poi sono dovuta tornare in Italia a causa del lavoro di mio marito. Non volevo rimanere lì da sola mentre lui lavorava qui e dunque sono rientrata alla 37 settimana a Roma. Bene ti dico che a parte il livello della clinica dove sono andata notevolmente inferiore del mio ospedale, ho speso in quattro settimane più di 500 euro di esami. Fare un’eco a Roma in tre giorni, quando te la chiedono urgente, è impossibile e in più tutti gli esami che ha richiesto la clinica e l’anestesista e così via. Insomma in quattro settimane a Roma ho speso più che per tutta la gravidanza a Parigi.
    Dunque non ti scorare, ma datti il tempo per scoprire un pò di più.
    Riaggiornami.
    Ti abbraccio.
    Silvia

  22. paola responded on 02 ago 2010 at 2:47 pm #

    ciao Silvia, anche io vivo a parigi da marzo e sono incinta, stamattina sono andata alla mairie e mi hanno dato il nome della tua puericultrice..ti ho mandato una mail privatamente, spero tu non sia già partita…grazie

    p.s: come te ho un pò di ansie essendo la mia prima gravidanza..

    Paola

  23. silvia ferreri responded on 03 ago 2010 at 4:21 pm #

    cara Paola, ti rispondo qui ma se hai bisogno di scrivermi di nuovo privatamente fallo pure. dunque appena la trovi (di solito fanno ferie molto brevi) vai da madame carricaburu. anzi salutamela tantissimo. lei come già detto di dirà quello che ti serve sapere. se leggi i post precedenti vedi quello che avevo detto ad alessandra. la prima cosa da fare è scegliere l’ospedale e fare la declaration (avevo messo anche il link). l’assurance funziona benissimo. casomai vai in quella più vicina a te e chiedi informazioni.
    per quanto riguarda il ginecologo, se ancora non hai l’ospedale, se vai all’ambasciata italiana che credo che sia al 16 arr. (ma nn ne sono certa) ti fai dare un pò di info. a me avevano dato una lista di medici e ginecologi italiani che operano a parigi. questo giusto se vuoi fare una visita o un’ecografia subito e non ti senti sicura della lingua.
    per quanto riguarda le analisi e tutto il resto, dopo aver fatto la declaration de grossese tutto è rimborsato. so che l’ospedale americano è molto costoso.
    Come ospedale io ti consiglio notre dame. tra l’altro ci ha appena partorito una mia amica e mi ha detto che si è trovata benissimo.
    Non ti preoccupare non appena avrai trovato l’ospedale e all’assurance ti daranno la lista di esami da fare ti sentirai più tranquilla (almeno dal punto di vista burocratico). Poi per il parto vero e proprio ci sarà bisogno di un documento dall’asl italiana. Ma per quello avrai tempo. Intanto goditi il momento. Lo so che sembra che tu debba sapere mille cose e invece non sai niente. Ma credimi fatte queste due cose importanti il resto sarà un passo alla volta. Dove abiti al sesto? Vicino a St Placide c’è anche la piscina dove facevo il corso di nuoto per gestanti. Se a settembre vuoi andare ti do i riferimenti. Io l’ho trovato molto utile era diviso in due parti, una parte di esercizi e una parte in cui si abbassavano le luci in piscina e l’ostetrica faceva un bellissimo lavoro di rilassamento e di previsualizzazione del parto. Tutto mentre noi pancione galleggiavamo nell’acqua tiepida. Ma questo potrai farlo comodamente a settembre.
    Intanto fammi sapere se posso esserti utile in qualche altro modo. Tra l’altro a settembre spero di riuscire a fare un salto. Magari te lo dico così ci incontriamo.
    Un abbraccio
    Silvia

  24. paola responded on 04 ago 2010 at 4:21 pm #

    grazie Silvia,
    mi farebbe piacere incontrarti, pensavo fossi tornata a Parigi, mi hanno consigliato l’ospedale cochin, lo conosci?
    venerdi vedrò una ginecologa che parla italiano ma se non mi soddisfa andrò all’ambasciata la prossima settimana..questa dottoressa si chiama Ceccomori.
    Intanto ho già avvisato il mio ginecologo di fiducia con cui sarò in costante contatto e che terrò aggiornato.
    madame Carricaburu mi ha detto di iscrivermi prima all’ospedale (anche lei ha fatto il nome del Cochin) ma ora che mi dici quello di notre dame sono un pò indecisa..grazie per il tempo che mi dedichi anzi che dedichi a tutte noi!

  25. silvia ferreri responded on 05 ago 2010 at 2:56 pm #

    Cara Paola il Cochin è un ottimo ospedale, uno dei migliori a Parigi e forse in Europa. Se non sbaglio è anche uno dei pochissimi ospedali dove in caso di problemi o nascita prematura la madre e il bambino restano ospedalizzati insieme senza staccarsi.
    Detto questo l’ospedale è una scelta veramente molto soggettiva e personale. A me il Cochin mi aveva molto spaventata, le visite sono spesso impersonali, non ti è garantito sempre lo stesso ginecologo e le infermiere sono spesso fredde e molto sbrigative (se non addirittura rudi e maleducate). C’è un’affluenza spaventosa, fanno centinaia di visite al giorno, ovviamente certe volte nemmeno ti guardano in faccia quando ti parlano. E inoltre la burocrazia per prenotare le visite è molto più lunga e complessa.
    Il rovescio della medaglia è che sei in una delle migliori strutture in Europa, che la rianimazione è addirittura (se non ricordo male) sullo stesso piano, e che qualunque cosa dovesse succedere a te o al tuo bimbo durante il parto lì sei in una botte di acciaio.
    Per questo ti dico che la scelta è molto soggettiva. Io ci sono stata i primi due mesi ma sono scappata a gambe levate. Nessuno mi spiegava niente e a nessuno sembrava importare del fatto che facevo fatica a capire quello che mi dicevano. E perdermi pezzi di informazioni ovviamente mi faceva venire l’ansia a mille. Non mi sentivo sicura né a mio agio.
    Poi mi hanno parlato di Notre Dame e ho fatto di tutto per andarci. L’ospedale è delizioso, piccolo ma molto molto accogliente. Mi ha presa in cura un ginecologo bravissimo e molto scrupoloso. Le visite le fissavamo insieme volta per volta e faceva in modo di parlare lentissimo per farmi capire ogni singola cosa persino le battute che faceva (una volta ricordo mi lamentai per quanto Michelangelo scalciava e si muoveva e mi ha detto sorridendo signora questo è niente deve vedere dopo che succede -battuta francese- e poi ha riso come un matto…). Un paio di volte sono andata al pronto soccorso per delle contrazioni un po’ strane e le ostetriche sono state di una dolcezza imbarazzante. Ogni ostetrica che entrava, veniva vicino al lettino, si presentava con nome e cognome e funzione e mi chiedeva come stavo e se avevo bisogno di qualcosa. Io e mio marito eravamo scioccati. In più come ti dicevo con veramente pochissimo denaro (se c’è disponibilità) puoi prenotare la stanza solo per te e far dormire una persona con te, che ti assicuro è una cosa bellissima avere lì tuo marito sempre con te in quei primi giorni. Ultima cosa davvero importante hanno un sistema di epidurale fantastico. Non devi aspettare che arrivi l’anestesista, tu hai già l’ago preparato e hai una specie di flebo collegata a un comando che gestisci tu. Ovviamente quando l’ostetrica giudica giusto il momento per iniziare l’epidurale ti apre questa flebo e da quel momento la gestisci tu. Quando senti di averne bisogno schiacci questo pulsante e ti scende l’anestetico. Tutte queste cose te le spiega l’ostetrica al corso preparto, la stessa con la quale fai il corso in piscina, si chiama Anne.
    Ecco Paola, io ti dico la mia esperienza. Però come ti ho detto è soggettivo. Io avevo bisogno di capire, di sentirmi sicura, accolta e coccolata. Magari un’altra donna avrebbe preferito un ospedale più militare ma con la rianimazione e tutte le certezze. Per questo ti dico che è una scelta molto personale. E forse dipende anche dalla gravidanza. La mia era una gravidanza tranquillissima e senza problemi. Ho fatto viaggi intercontinentali fino al 7 mese e internazionali fino all’8. Non avevo dubbi che andava e sarebbe andato tutto bene. In questo almeno mi sentivo sicura. ☺
    Spero di esserti stata d’aiuto. Se ti va raccontaci qualcosa di te intanto. Come mai ti trovi a Parigi? Ti piace stare lì?
    Un saluto
    Silvia

  26. paola responded on 05 ago 2010 at 4:30 pm #

    volentieri:ho 33 anni e sono venuta a vivere a Parigi 4 mesi fa con mio marito per suoi motivi di lavoro, siamo felicissimi anche perchè per fortuna abbiamo trovato casa (in realtà è stato un vero lavoro 2 mesi)..in realtà è successo tutto molto in fretta per cui ci siamo trovati un pò impreparati ma questa cosa non ci spaventa anzi sta rafforzando ancora di più il nostro rapporto!stiamo vivendo un’esperienza stupenda e siamo solo noi due, questa cosa mi piace moltissimo!
    Da un lato non voglio montarmi la testa perchè mi hanno detto chiaramente che nei primi 3 mesi una donna su 4 non porta a termine la gravidanza, per me è una percentuale molto alta..dall’altro non vedo l’ora che tutto il mondo lo sappia!!sto aspettando di dirlo ai miei adorati genitori e ai miei fratelli perchè tra 10 gg li vedrò e voglio dirlo di persona visto che ne ho la possibilità..
    Andando sul pratico: ieri ho fatto la prima visita ginecologica all’ospedale americano (non sapevo dove andare visto che ho scoperto di essere incinta solo da 3gg) e si è visto che la gravidanza era appena iniziata, che emozione, abbiamo ovviamente tenuto la prima eco…stamattina ho fatto qua vicino a casa le analisi del sangue..cmq tra 10 gg rifarò un’eco per esserei sicuri che stia procedendo tutto bene…la dottoressa che mi ha visitato è dolcissima..e vorrei capire se posso parorire in ospedale magari con lei che mi segue per tutta la gravidanza…non voglio rinunciare a lei…poi posso parlare inglese e capire tutto quello che mi dice.
    mi informerò con Madame Caricaburu come fare per iscrivermi eventualmente al NOtre Dame..mi mancano ancora un pò di cose da capire (assicurazione, se mi devo iscrivere alla pmi e come fare per avere qulacuno che dopo il parto mi aiuti in casa)ma sono sicura che la mia ginecologa mi spegherà tutto!
    ora devo dire che mi sento molto più tranquilla, ti abbraccio, ci risentiamo dopo che avrò fatto la visita tra 8 giorni!!!

  27. paola responded on 05 ago 2010 at 4:35 pm #

    cmq la descrizione che hai fatto del cochin non mi appartiene molto…sembra la Mangiagalli di Milano…io sono molto più simile a te!!
    p.s:mi farebbe piacere conoscere qualche mamma, futura mamma o non mamma che sta a Parigi…

  28. silvia ferreri responded on 07 ago 2010 at 4:14 pm #

    cara Paola rispondo qui alla tua ultima mail. mi sembra che prenderti del tempo per scegliere la ginecologa e l’ospedale sia una buona scelta. sei in un’ottima posizione e puoi prenderti del tempo per decidere. La pmi dove sono andata io è a Boulevard Raspail, che è la Pmi del 6 dove si trova appunto Madame Carricaburu. Salutamela tantissimo quando la vedi, dille che Michelangelo sta bene e che pensiamo sempre a lei con affetto.Io sono andata da lei la prima volta a fine settembre credo quando ero circa al 3 mese, perchè comunque ad agosto ero stata in italia.
    Paola mi fa piacere aiutarti anche se non ti conosco. Non preoccuparti. Sono felice se questo blog può essere d’aiuto alle altre donne. E il principio di noi madri, ci diamo sempre una mano, perchè la maternità è un’ esperienza che va condivisa (ah se il mondo fosse basato su questo principio!) Mi ha scritto anche Benedicte oggi, dice che è fuori parigi ma che puoi scriverle quando vuoi e che ti darà tuti i consigli possibili (lei è super esperta anche di gemelli::)). Sono felice se anche lei potrà darti una mano. Vedrai lei è molto cara.
    Un abbraccio allora e tienici aggiornate.
    silvia

  29. paola responded on 14 ago 2010 at 7:05 pm #

    Carissima Silvia,

    scusa se non ho più scritto ma è successo di tutto in questi giorni e ho deciso di condividerlo con le lettrivci del blog!Il giorno dopo la tua risposta, a mio marito è uscita la varicella in forma molto forte con 39.9 di febbre, non puoi immaginare che giorni tremendi. Non avendo un medico di fiducia (dobbiamo informarci su come si fa ad avere), abbiamo chiamato la guardia medica che ha mandato un dottore, ma questi dottori (ne abbiamo già visti 3) sono abbastanza incompetenti..questo dottore mi ha messo in crisi dicendomi che se vavessi contratto la varicella il bimbo avrebbe avuto delle gravissime malformazioni.Presa dal panico e in lacrime ho chiamato mia mamma per chiederle se l’avevo già fatta e lei sentendomi cosi agitata ha capito subito che ero incinta.Mi ha rassicurata dicendo che l’avevo fatta e anche in forma pesante..non pago di ciò il dottore che ha visitato mio marito mi dice che avrei potuto riprenderla e di fare quindi le analisi del sague!peccato che per avere i risultati essendo periodo estivo ho dovuto aspettare 5 giorni..giovedi sera ho chiamato il mio ginecologo italiano di fiducia (una persona splendida e competente) che mi ha detto non solo che era quasi impossibile che la riprendessi ma che la varicella è pericolosa quando stai per partorire perchè il bimbo può nascere con la malattia congenita; se la contrai nelle prime settimane chiaramente o il feto muore o la gravidanza va avanti tranquillamente ma non rischia malformazioni..chiaramente volevo un altro consulto e cosi ho chiamato anche la dottoressa dell’ospedale americano la quale mi ha detto la stessa cosa e che non è appurato la varicella dia malformazioni..beh ragazze ho passato una settimana da incubo, ho pianto tutto il tempo oltre al fatto che avevo un pò di nausee ed ero stanchissima,ho dovuto accudire mio marito che stava malissimo!a quel punto i miei adorati genitori sentendo mi cosi hanno preso il primo volo e ora sono qua a coccolarmi, domani mi prendo una settimana e torno in italia con loro a farmi viziare un pò e a riposare tanto oramai mio marito è praticamente guarito!!
    Silvia quando torno contatterò le tue amiche perchè avrò molte domande da fare.Per ora ti ringrazio e ti abbraccio

    Paola

  30. silvia ferreri responded on 16 ago 2010 at 7:17 pm #

    Cara Paola,
    riposati e torna a raccontarci presto. In bocca al lupo. Un bacio
    Silvia

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