comunicare con l’inps è facile
Maternità è anche questo.
Sono a Milano a casa dei miei da una settimana. Finalmente ho una mattina libera visto che ho spedito nonno (sempre super impegnato) e bambino a fare una passeggiata in  brughiera.
Dovrei lavorare, ho molto da fare e un arretrato da paura. E invece stamattina decido di recitare:  Matrix, la ricerca della verità . Voglio parlare con l’Inps. Per varie ragioni non ho ancora ricevuto il mio assegno di maternità e ho bisogno di informazioni per risolvere questa faccenda.
Vado sul sito dell’Inps: l’home page parla chiaro dice “comunicare con l’Inps è facileâ€. Sono contenta dico già mi immaginavo un girone dantesco. Qualcuno mi risponderà , e loro certamente sapranno aiutarmi.
Dunque chiamo subito il numero verde indicato nel sito. Sei volte: le prime cinque mi dicono che ci sono troppi utenti in linea, la sesta arrivo praticamente vicina al premio ma quando sta per scattare il paradiso la linea cade. Altre due volte e di nuovo ci sono troppi utenti. Un colpo di fortuna sprecato!
Non demordo. Penso ora chiamo qualche sede piccola di provincia, qualcuno mi risponderà , e loro certamente sapranno aiutarmi.
Mi armo. Di pazienza. Ma non credevo ce ne volesse tanta.
Mi ci metto e chiamo tutta una serie di sedi della Lombardia. Qualcuno mi risponderà , e loro certamente sapranno aiutarmi. Per ogni sede ascolto la griglia di proposte e digito il numero corrispondente a “maternità â€. Ma poi:
Abbiategrasso: non risponde.
Cinisello Balsamo: non risponde.
Magenta: non risponde.
Codogno (Lodi) la maternità non rientra nemmeno nelle opzioni di scelta numeriche dunque la vocina mi dice attenda per essere messa in contatto con un operatore. Dopo vari minuti la stessa voce mi dice l’interno richiesto è occupato, di seguito l’interno richiesto non ha casella vocale, di seguito l’interno richiesto non esiste. Cade la linea.
Carate Brianza: non risponde
Desio: non risponde
Melegnano: non risponde
Gorgonzola: non risponde
Melzo: non risponde
Milano Baggio: non risponde
Milano Corvetto: non risponde
Milano fiori: sempre occupato
Milano Lorenteggio: non risponde
Milano Missori: sempre occupato
Milano Niguarda: non risponde
Milano Nord: non risponde
Seregno: non risponde
Vimercate:  madonna mia rispondono, sono così emozionata che mi manca il fiato, però non sanno proprio che cosa siano i lavoratori enpals (che non è collaboratrice domestica cerco di spiegargli ma lavoratori dello spettacolo sigh!), mi dice che devo chiamare l’ufficio aziende di Milano nord, mi dà il numero. Ringrazio.
Chiamo lì, c’è un centralino, qualcuno mi risponderà , e loro certamente sapranno aiutarmi.
Milano Nord. Il centralino risponde ma  gli interni che mi passa no.  Nessuno dei tre. Tutte e tre  le volte la linea ritorna al gentile centralinista che alla fine dice  signora non rispondono, può provare più tardi. Ma io resto attaccata a quella voce come una cozza nera, gli racconto tutto, mi sfogo, conto le telefonate e poi gli spiego il mio problema per filo e per segno, la mia maternità persa nell’aere. Lui non batte ciglio, resta là impassibile, ascolta ogni sillaba come il più pagato degli psicologi. Poi quando io tiro un sospiro con la stessa identica voce di prima dice: signora gliel’ho detto riprovi più tardi, qualcuno risponderà e loro certamente sapranno aiutarla.
Certo.
Ma sono stanca.
E poi è tornato il nonno dalla brughiera.

silvia ferreri il marzo 5th 2010 in lavoro femminile, maternità , vita quotidiana
9 Risposte to “comunicare con l’inps è facile”
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Cinzia responded on 07 mar 2010 at 12:31 am #
Bhè tu lo stai aspettando…. Io ho dovuto recarmi in 3 sedi diverse, più volte, xchè mancava il collega giusto, per fargli capire che mi spettava qualcosa (disoccupata ma rimasta incinta entro i 9 mesi….non ricordo..bene). Lo avevo letto su internet ed ero andata a chiedere info. Niente! Alla fine chi cerca trova e nel web ho trovato addirittura il modulo. Sai cosa mi hanno detto? “AH! questo signo’ o poteva dì prima”
cinzia responded on 07 mar 2010 at 6:43 pm #
Carissima Silvia,
ma perchè non te ne stai bella bella nella Ville Lumiere? Insomma te l’ho già chiesto una volta: perchè sei tornata da Parigi?
E’ strano il caso le coincidenze: ho chiamato anch’io l’INPS in questi giorni ma per altri motivi non inerenti la maternità ed è stato tutto inutile. Sulle pagine bianche della mia città l’INPS è all’inizio del volume alla rubrica INFORMA o qualcosa del genere. Tante parole scritte per spiegare che l’INPS al telefono risolve un sacco di casi all’anno. Anch’io ero molto bendisposta ma poi ho dovuto rinunciare, tutto inutile anche ai numeri diretti delle delegazioni della città .
Avevi un attimo libero ed eccoti subito rammaricata del fatto che il tuo tempo è andato perso.
Tempo prezioso.
Sei una mamma devi occuparti del tuo bambino e non pensare ad altro…lavorare? Ma quante cose vuoi fare? Vuoi fare troppe cose e poi non te ne viene bene neanche una. Questi sono tutti i luoghi comuni che mi sono sentita dire quando tornavo stanca dal lavoro nel primo anno di rientro al lavoro dopo la maternità .
Siamo in Italia paese dove le mamme si devono occupare dei figli…
Baci e abbi tanta pazienza.
silvia ferreri responded on 08 mar 2010 at 12:54 am #
cinzie, grazie della vostra comprensione. purtroppo la mia maternità è davvero un caso contorto. siamo a marzo 2010 io la dovevo prendere a gennaio 2009. spero solo di non perderla…che ci manca pure questo.
jhbbhj responded on 26 mar 2010 at 11:25 pm #
eh già … che ridere l’inps, la burocrazia, etc.
Sono 28 anni che rido ancor di più perchè ci lavoro. Sono uno di quelli che risponde al telefono (il mio trilla e strilla di continuo). Faccio delle grasse risate grazie a voi tutti che telefonate, che intasate i centralini e molti numeri interni dove un sistema automatico “accetta” 8-10 telefonate, mettendole in fila e segnalando con il tono di “libero” mentre si è in attesa. Mi sbellico a sentire che si va sull’ homepage, ma non viene mai in mente di cercarci le informazioni, nè tantomeno di registrarsi per accedere ad i servizi personalizzati (ci si registra per qualsiasi cacchiata, ma qui no…). Le mascelle dolgono quando realizzo che la domanda tipica è del genere “Scusi sono in malattia.. Posso andare ad un matrimonio durante le fasce di reperibilità ?” oppure “Senti tu… perchè non mi paghi?” oppure “Buongiorno.. Posso lavorare un altro po’ a nero…?”. Mi rotolo a terra quando trovo aziende (private, privatissime) in cui il 50% dei dipendenti è in malattia, (ma vuoi torturare le aziende proprio in questo momento di crisi?), quando studi notarili chiedono ed ottengono (no, non dall’inps… che paga e mosca) la cassa integrazione, quando i libri presenze possono essere aggiornati (ed in piena legalità ) il mese successivo. Ho difficoltà a trattenere minzioni quando arrivate agli sportelli con le buste chiuse, sigillate, le sbattete sotto il nostro naso urlando “cosa è questa?”, quando l’incravattato della finanziaria ha convinto il vecchino a fare la cessione del quinto e lo ha persino convinto che l’inps gli “ruba i soldi della pensione” facendo la relativa trattenuta (urla, denunce, esposti… che ridere), quando imprenditori (?) e sindacati (?) vanno a braccetto e chiedono “più soldi dall’inps” convinti (?) di poter continuare a cambiare telefonino ogni mese e piani aziendali ogni trent’anni… e tante, ma tante altre risate.
Ma senza l’inps, sai che risate in questo paese con una bella previdenza completamente privatizzata?
silvia ferreri responded on 26 mar 2010 at 11:44 pm #
accidenti ma visto che sei tanto allegro perchè non metti tutta questa allegria al servizio della gente che chiama, potresti raccontare una barzelletta, una storiella o che so magari potresti spiegare come funzionano le cose, per che cosa chiamare e per che cosa invece cercare nel sito, potresti essere insomma veramente e allegramente utile alla gente che chiama invece che sprecare tanta ilarità per scrivere commenti così acidini. no?
e poi magari tra una risata e l’altra lasciaci anche il tuo nome invece che una serie di numeri (a proposito di registrazione) così la prossima volta che veniamo all’inps chiediamo direttamente te e saltiamo la coda!
jhbbhj responded on 27 mar 2010 at 8:48 pm #
…a volte capita: racconto barzellette al telefono, rigorosamente tratte dalle telefonate precedenti (c’è persino chi ha fatto una raccolta).
Spiegare…? Macchè… Vuoi levare la soddisfazione di poter gridare (o brontolare o mugugnare o digrignare o etc.) “piove governo ladro”? Come levare le caramelle ai bambini.
Utile alla gggggente? La ggggente… parola magica…: c’è la ggggente e qualcuno che, cattivo, la tortura. Ed è anche molto di sinistra. Perchè fare analisi un po’ approfonditelle non è di moda, neanche a sinistra. C’è la gggente ed i cattivi. Punto. Si può dire che la gggente molto spesso sbaglia, ha torto o semplicemente è stronza?
Fra l’altro: cerco di essere utile (no, non qui… questo è un blog per pubblicizzare un libro, un film, le donne con le donne in con per su tra fra le donne). Ma è troppo spesso inane fatica: la ggggente non vuol certo saperne di tante chiacchiere…: vuole i soldi. Punto. Indipendentemente da leggi o norme. Punto. Mica ascolta o legge quel che dici o scrivi, acidino o con frizzi e lazzi, sulla disinvoltura con cui si dice “salve… io lavoro a nero”, sulla totale e sostanziale assenza di serietà di una società intera. Nooooo…. è chiaro, è pre-supposto: tu, impiegatuccio, maligno travet, anche qui perdi il tuo tempo a torturare noi, agnelli sulla gelida ara dello sportello, non ci aiuti, sigh, anche se mentre scrivi il tuo commento acidino sei a casa tua perchè vai a lavorare di pomeriggio (turno pomeridiano, chiamasi, per altro non indennizzato, su mia esplicita richiesta. n.d.r.), non servi il cittadino, cioè me chè gli altri sono cittadini ma c’è chi è più cittadino ancora di più. Del tuo commento acidino leggo la conferma a quello che volevasi dimostrare. Il resto sono chiacchiere, non leggo altro che chiacchiere.
Non lascio nè nome nè altro. Non ti servirebbe a saltare la coda, semplicemente perchè mi arrocco almeno nella difesa della coda, conosciuti o meno. E non lavoro a Milano. Ma visto che vuoi una qualche soddisfazione (vuoi mettere sbertucciare l’impiegato parastatale sul mio blog, è roba) te la do:
- il mio lavoro è sostanzialmente inutile: carta a tonnellate, nessuna reale regolamentazione.
- il mio lavoro è disprezzato, me ne vergogno, cerco di non dirlo dove lavoro quando mi presento
- il mio lavoro a volte mi ricorda monsieur Malaussene: nessuno ha colpe, tranne io
- lo so: sono anche fortunato ad avercelo questo lavoro
- mi vergogno, ma sono di sinistra
- mi vergogno, ma non vedo l’ora di andare in pensione (mi mancano appena una quindicina di anni)
- non mi vergogno: sono arrivato qui perchè sono in crisi da “nido vuoto” e ravanavo sul tema della maternità -paternità . Figurati un po’.
STOPPATO responded on 14 apr 2010 at 4:21 pm #
IL NUMERO DA CHIAMARE PER RICHIEDERE IL DUPLICATO DEL
CUD PER IL 2009 CHE HO SMARRITO
GRAZIE
antonio responded on 21 lug 2010 at 2:34 pm #
ho fatto la disoqupazione ma non trovo gli assegni dei tre figli e mia moglie come devo fare
antonio responded on 21 lug 2010 at 2:36 pm #
voglio una risposta