Le lavoratrici scoraggiate
Chi sono le donne che hanno smesso di cercare lavoro e perché?
Dopo Uno virgola due – Viaggio nel paese delle culle vuote (Ediesse 2007)  inchiesta sulla bassa natalità e sulla discriminazione delle donne nel mondo del lavoro, Silvia Ferreri sta cercando nuove storie sul tema delle lavoratrici scoraggiate: le donne che hanno smesso di cercare lavoro.
In Italia è sempre più diffusa una nuova categoria: le donne che per mancanza di opportunità non riescono più a entrare o rientrare nel mondo del lavoro e dunque hanno definitivamente smesso di cercare un impiego. Questa non è mai una scelta ma quasi sempre una sconfitta definitiva.
Smettere di cercare lavoro in età ancora giovane, significa lasciare da parte anche la speranza di una vita migliore per sé e per i propri cari, significa essere tagliate completamente fuori dalla socialità e dalla vita che non sia quella familiare, significa non raggiungere mai un’indipendenza economica, e in caso di separazione, essere donne potenzialmente molto vulnerabili.
É la prima volta che in Italia si verifica su larga scala un fenomeno del genere, che ha riscontro ormai in parecchie regioni soprattutto del Sud.
Le donne che smettono di cercare lavoro, tra l’altro, non rientrano nemmeno più nelle statistiche di disoccupazione, in quanto quando si smette di cercare lavoro si diventa per l’Istat inoccupate e non disoccupate.
Ciò significa che paradossalmente a causa di questo fenomeno gli indici di disoccupazione si abbassano e si registra un calo della disoccupazione.
Ovviamente è un risultato falso, perché questo calo non è dovuto all’aver trovato lavoro ma all’avere definitivamente smesso di cercarlo, cioè ad aver perso persino la speranza di trovarne uno.
Per dare voce a queste donne, per capire e analizzare questo nuovo fenomeno, Silvia Ferreri sta cercando le loro storie. L’obiettivo è raccoglierle in un libro, che racconti chi sono le lavoratrici scoraggiate e perché ad un certo punto della loro vita hanno smesso di cercare lavoro.
Se avete storie da raccontare o semplicemente volete dire la vostra potete scriverle al suo indirizzo di posta silviaferreri@unovirgoladue.com o commentare direttamente sul blog.
silvia ferreri on marzo 22nd 2010
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