i sogni e la fiducia

Il 9 di dicembre sono stata invitata a parlare di lavoratrici scoraggiate in un seminario a Nuoro in Sardegna. L’incontro, organizzato da una delle consigliere di parità più attive ed energiche del territorio italiano Laura Lampis,  si teneva nell’aula magna di  una scuola superiore.

Il pubblico era in gran parte formato da giovani donne in quell’età meravigliosa che esce dall’adolescenza e porta all’età adulta. L’età che più di ogni altra coincide con il coraggio con l’energia con quella sensazione di potere assoluto di avere il mondo in mano e una vita infinita davanti.

Gli ho raccontato di quando qualche anno fa fui invitata a parlare in un contesto simile davanti ad alcuni studenti a Roma. Insieme a me c’erano una giovane scrittrice già nota e un giovane regista. Uno studente chiese a che età secondo noi, si dovevano lasciare le speranze di poter fare il lavoro scelto, fino a che età insomma era consentito sognare?

Un età, un limite, chi la può indicare? A trent’anni? A quaranta? E’ uguale per gli uomini e per le donne oppure cambia come la pensione? I miei affermati colleghi mi accusarono di dare false speranze ai ragazzi affermando che se a un certo punto uno non ce l’aveva fatta sarebbe stato meglio cambiare direzione. Ma chi lo decide replicai io? Chi lo può sapere? Come considerare le mille variabili nella vita di una persona che la possono aiutare o impedire nella realizzazione del suo sogno, del suo mestiere?

Questo ho voluto dire a quelle giovani donne che mi ascoltavano: non smettere di cercare la propria strada è già una vittoria.

Perché per una volta scoraggiate non significa senza coraggio ma senza fiducia.

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silvia ferreri on dicembre 15th 2009 in lavoro femminile

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