stanziamenti per ‘donne e lavoro’: ancora?
Ciclicamente circolano notizie che si ripetono, tornano alla ribalta poi scompaiono.
Quella che di seguito riporto è stata pubblicata il 1 dicembre 2009.
Non è possibile ora valutarne l’effettivo impatto, la concretezza o meno di questo ‘piano d’azione per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro’. L’approccio fa rabbridire, almeno dal punto di vista concettuale.
E leggendo termini come ‘ piano d’azione’, ‘inclusione’ , ‘donne’ e ‘mercato del lavoro’ mi spuntano domande probabilmente scontate, probabilmente inutili come: ancora? Siamo davvero – ancora – a questo punto? Che per tentare agevolazioni lavorative alle donne in Italia si debba ricorrere a stanziamenti con annesse pianificazioni per agevolare il ritorno delle donne madri sul posto di lavoro, per aiutarle nella cura dei figli senza dover rinunciare alla professione.
Probabilmente la differenza dipenderà dal tempo. E i fatti.
Probabilmente non ci sarà differenza evidente da ieri a domani.
Fonte: Italiainformazione.com .
Il governo ha stanziato 40 milioni per un Piano d’azione per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro: lo ha annunciato il ministro per le Pari opportunità , Mara Carfagna, che insieme al collega del Welfare Maurizio Sacconi ha presentato oggi a Palazzo Chigi gli interventi. Dieci milioni, ha spiegato il ministro Carfagna, saranno destinati a “incentivare i nidi familiari attraverso l’esperienza delle Tagesmutter (mamme di giorno)”, ossia donne che ospitano a pagamento i bambini in casa loro; un’esperienza già avviata con successo in alcune regioni del nord, ha precisato. Altri 4 milioni serviranno a realizzare “elenchi regionali di badanti e baby sitter, italiane e straniere, appositamente formate”. Ancora, 12 milioni saranno utilizzati per finanziare voucher che serviranno per l’acquisto di servizi di cura, 6 milioni per sostenere cooperative sociali che si occupano di donne in contesti svantaggiati, 4 milioni per favorire il telelavoro femminile e altri 4 per la formazione delle lavoratrici che hanno usufruito di congedi parentali o che comunque sono state lontane dal lavoro per un lungo periodo, per aiutarle nel reinserimento nel mercato del lavoro.
barbara gozzi on dicembre 6th 2009 in lavoro femminile, riflessioni