discriminazioni, stipendi e possibilità di carriera

Stavo giusto leggendo Repubblica questa mattina mentre i miei ometti ancora dormono e ovviamente il primo articolo che sono andata a leggere titolava ” Lavoro, la discriminazione femminile, meno posti e stipendi più bassi del 21, 4%.”

Non che ci sia bisogno di alcun commento, ma vi invito a leggere Francesca Sanzo su Donne Pensanti sull’articolo e sull’argomento. Fa un questionario che potrebbe essere piuttosto utile. Dategli un’occhiata e provate a rispondere.

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silvia ferreri on agosto 19th 2010 in discriminazioni, donne pensanti, lavoro femminile, media

brunetta dixit

Allora ieri il brunetta dixit, che cosa devono fare le donne con quei cinque anni in più? Accudire i loro figli? O magari i nipoti? Meglio che lavorino no?
Infatti visto che fino a oggi il welfare ce lo siamo fatte da noi, adesso che le nostre nonne baby sitter lavorano cinque anni in più, ora che siamo diventate vere europee, come le olandesi in topless a Riccione d’estate, allora il welfare adesso ce lo fate voi.

No brunetta? Ci pensate voi?? Grazie brunetta. Sapevamo che potevamo contare su di lei. Che insomma sarebbe stato all’altezza.


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silvia ferreri on giugno 9th 2010 in lavoro femminile, madri lavoratrici

sui generis

Sui Generis è una manifestazione dedicata a donna e lavoro: per le pari opportunità in economia, politica e famiglia.Si tiene a Mantova da oggi fino all’8 di Maggio. Il video di presentazione è interessante e ben fatto. Peccato non aver saputo prima di questa manifestazione alla quale forse potevamo partecipare e dare qualche spunto. Chi ne ha qualche notizia in più ci faccia sapere.

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silvia ferreri on maggio 6th 2010 in lavoro femminile, madri lavoratrici, pari opportunità

non lo dico io lo dice l’istat

images-2 In Italia, in un giorno medio il tempo di lavoro totale (retribuito e familiare) arriva per le donne a 7h26′-  valore superiore a quello di molti altri paesi (Germania 6h16′, Belgio 6h39’, Norvegia 6h40’, Finlandia  6h45’ e Inghilterra 6h48’) ed inferiore solo a quello registrato nell’Est Europa - (per esempio, la Lituania  8h10’, la Slovenia 7h57’, la Lettonia 7h37’, l’Estonia 7h35’). Inoltre, se si guarda alla composizione  interna del lavoro totale, il lavoro familiare presenta n Italia un peso maggiore (74%) che altrove. Al  contrario, gli uomini italiani si collocano al penultimo posto per quantità di tempo dedicato  mediamente al lavoro totale (6h01’), seguiti solo dagli uomini tedeschi (5h56’).




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silvia ferreri on aprile 19th 2010 in lavoro femminile, madri lavoratrici, riflessioni

io voglio il lavoro

Sono stata ieri sera a guardare Annozero, più colpita del solito, più amareggiata di sempre. Abbiamo lasciato indietro i sensi di colpa, le velleità, i desideri di carriera, abbiamo lasciato indietro i giorni con i nostri figli, abbiamo fatto tutto a metà credendo di far bene con una voce che invece continuamente ci petulava di far male. Abbiamo convissuto con i dubbi e la coscienza mezza pulita e mezza candida per poter continuare a lavorare e realizzarci e nello stesso tempo essere madri. Buone chissà.

Dopo tutto questo ci vengono a dire, ci dispiace ma non c’è più posto, non c’è più denaro, non c’è più niente da fare. E tu resti lì a chiederti nell’ordine.

Ma dopo tutto questo sacrificio non resta proprio nulla? Niente di niente?

Scusate un attimo fatemi passare, vorrei parlare, ecco sì io vorrei dire (se le lacrime me lo consentono) scusate…ma a me ora chi me li ridà tutti i giorni, i minuti, i momenti che io ho perso con i miei figli con la mia famiglia? Chi mi ridà quello a cui ho rinunciato per continuare ad avere un lavoro?

Io per questo lavoro ho sacrificato tutto, tutto tutto ciò che un essere umano può dare, tutto ciò che di più importante una madre ha: vedere crescere i propri figli.

Per questo diceva una donna ieri sera in trasmissione, io non voglio la cassa integrazione, io non voglio l’assistenza, io non voglio la mobilità.

Io voglio il lavoro.

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silvia ferreri on ottobre 23rd 2009 in lavoro femminile, media

cominciamento

foto filmApre oggi il blog di Uno virgola due. E’ passato tempo dall’uscita del film, e dalla pubblicazione del libro che porta lo stesso titolo. Da allora ho fatto decine di presentazioni sia del film che del libro. Ho incontrato molte donne in questi viaggi per l’Italia (e per l’Europa) con le quali avrei voluto tenere contatti più stretti, ma non sempre è stato possibile. Molte donne che mi hanno raccontato, ascoltato, ringraziato. A loro e a tutte le persone che ho incrociato in questo viaggio è rivolto il blog di Unovirgoladue.

E’ passato del tempo dicevo: il documentario Uno virgola due è uscito nel dicembre del 2005, il libro in cofanetto insieme al documentario nella primavera del 2007. Da allora sono passi due anni e mezzo, nei quali oltre ad aver portato in giro il lavoro ed aver girato altri due film, sono successe due cose molto importanti nella mia vita: ho passato un anno a Parigi e ho avuto un figlio. Entrambe le cose mi hanno rispinto dritto al centro della questione.

L’Italia, la maternità, il lavoro femminile. Almeno da questo partire.

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silvia ferreri on settembre 29th 2009 in riflessioni

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