25 novembre, donne ma poi?

Il 25 novembre è stato scelto dall’Onu per la ‘Giornata mondiale contro la violenza sulle donne’.

Molto ci sarebbe da dire, argomentare, ragionare, recuperare, analizzare, scavare.
Molto è già stato detto, argomentato, ragionato, recuperato, analizzato, scavato.

La mia unica interrogazione è: DOVE STIAMO ANDANDO? COSA AGGIUNGE O TOGLIE IL 25 NOVEMBRE ALLE DONNE ITALIANE? E AGLI UOMINI?

Ho un rimbombo in testa da un pò, su oggi come giornata ‘nominata’ dunque allocata e contestualizzata con una precisione che altre giornate non hanno. Ho un fastidio addosso che probabilmente è solo mio, dipende dall’angolo di visuale, dalla deformazione. Probabilmente.

In quest’Italia.  In questa realtà sociale, politica, religiosa, morale, etica, individuale. In questa amalgama in cui viviamo noi tutti (ognuno entro generi, sessi, pelli, credi, mestieri, (dis)affezioni, cadute, fatiche…), in questi corpi, in questo status che è anche concreto, pratico, materiale: CHE GIORNO E’ QUESTO 25 NOVEMBRE?

In un tempo come quello attuale, dove i mestieri sono in difficoltà, i contratti di lavoro si fanno sempre più incerti, friabili; le tutele diventano ‘opinioni’ e le attività ormai senza pregiudizi di grandezza, si appoggiano alla ‘cassa integrazione’, chiedono dilazioni nei saldi e nelle scadenza, ritardano pagamenti. In tutto questo le donne incontrano barriere che ancora si tarda a riconoscere.

Le violenze, in realtà, ci sono anche sul lavoro.
E se ne dovrebbe discutere di più.
Di donne. Violenze. E lavoro.

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Eventualmente, per le divulgazioni massmediatiche sul 25 novembre:
Google news.

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barbara gozzi on dicembre 6th 2009 in lavoro femminile, riflessioni

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